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Frequently Asked Questions

L’oculista risponde

Qui di seguito puoi consultare le risposte alle domande più frequenti in tema di chirurgia refrattiva, chirurgia oculistica e terapia delle patologie oculari (difetti di rifrazione, cataratta, glaucoma, ecc.). Si raccomanda di leggere le AVVERTENZE prima di proseguire nella lettura.
Seleziona dalle voci elencate qui sotto l’argomento di tuo interesse.

Che cosa è il glaucoma?

Il glaucoma è un gruppo di malattie dell’occhio dovute all’aumento della pressione intraoculare. La conseguenza è un danno progressivo delle fibre nervose del nervo ottico, con progressiva perdita della vista sino alla cecità.
La diagnosi precoce del glaucoma, unita al trattamento prescritto dal Dr. Ghinelli, sono le chiavi per prevenire i danni del nervo ottico e la perdita della vista.

Per maggiori informazioni su questa patologia, visita la pagina informativa dedicata al glaucoma.

Quali sono i sintomi del glaucoma?

I sintomi del glaucoma ad angolo chiuso comprendono dolore oculare, visione offuscata, mal di testa, aloni intorno alle luci, nausea e vomito. Altri sintomo sono: • difficoltà a concentrarsi su oggetti vicini o lontani, sensibilità inusuale alla luce o abbagliamento, macchia scura al centro della visione, linee e bordi appaiono distorti o ondulati. A In tutti questi casi si deve subito fare ricorso alla diagnosi e prescrizione di un bravo oculista. Il glaucoma ad angolo chiuso può portare alla cecità.

Per maggiori informazioni su questa patologia, visita la pagina informativa dedicata al glaucoma.

In quali forme può presentarsi il glaucoma?

La forma più comune della malattia è il glaucoma ad angolo aperto, la più subdola perché porta, senza sintomi, a una progressiva perdita della vista. Una diagnosi precoce, abbinata alla prescrizione del trattamento, è il modo migliore per controllare questa malattia.

Altra forma della malattia è il glaucoma ad angolo chiuso (forma acuta) che si verifica quando la pressione intraoculare aumenta pericolosamente a causa della chiusura della naturale via di deflusso del liquido contenuto all’interno dell’occhio.

Per maggiori informazioni su questa patologia, visita la pagina informativa dedicata al glaucoma.

Che cosa è l’ambliopia?

Si è in presenza di ambliopia, chiamata in modo impreciso anche “occhio pigro”, quando il cervello favorisce un occhio e rifiuta l’uso dell’altro.
Accade quando il cervello blocca la visione di un occhio perché non può usare insieme entrambi gli occhi. Soffre di ambliopia il 5% dei bambini.

In che modo l’ambliopia influenza la visione?

Normalmente, le immagini che ogni occhio invia al cervello sono identiche. Quando si differenziano troppo, il cervello impara a ignorare la cattiva immagine inviata da un occhio e “vede” solo con l’occhio buono. La visione dell’occhio che viene ignorato diventa più debole per il mancato uso.

Chi ha probabilità di sviluppare l’ambliopia?

L’ambliopia è generalmente il risultato di un cattivo sviluppo visivo precoce. Di solito si verifica prima degli 8 anni d’età. I bambini nati prematuri o con basso peso alla nascita hanno un rischio maggiore di sviluppare la malattia.

Quali sono le cause dell’ambliopia?

Le cause più comuni sono lo strabismo, un errore di rifrazione (miopia, presbiopia o astigmatismo) non corretto, una palpebra cadente o una cataratta congenita.

L’ambliopia interessa entrambi gli occhi?

Di solito è interessato un solo occhio.

Quali sintomi dell’ambliopia devo controllare sul mio bambino?

Di solito l’ambliopia ha pochi sintomi. Uno di questi è la tendenza a sbattere contro gli oggetti su un lato. Quasi mai i sintomi sono riferiti dal bambino perché spesso è troppo piccolo. È per questo motivo che è importante fare una prima visita oculistica entro i primi 2-3 anni di età. Si raccomanda anche una visita oculistica all’inizio del primo anno scolastico.
Gli esami per la diagnosi di ambliopia sono:

  • Visita oculistica
  • Valutazione ortottica con studio della motilità oculare

Diagnosi precoce e conseguente cura aumentano la probabilità di felice successo dei trattamenti.

Nel caso mio figlio abbia l’ambliopia, quali sono le terapie?

Il trattamento per la cura dell’ambliopia è individualizzato e può comprendere la prescrizione di colliri, l’applicazione part time di un cerotto oculare per un determinato periodo, l’uso di occhiali o lenti a contatto, l’intervento chirurgico o una combinazione di questi rimedi.

L’ambliopia può peggiorare?

La visione dell’occhio pigro, in mancanza di un adeguato trattamento, può continuare a diminuire. Il cervello presta sempre meno attenzione alle immagini inviate dall’occhio pigro. Alla fine, la condizione si stabilizza e l’occhio è praticamente inutilizzato. Giunti a questo stadio è molto difficile trattare in modo efficace l’ambliopia.

Quanto è grave l’handicap provocato dall’ambliopia?

L’ambliopia può limitare le attività professionali e riduce gli svaghi praticabili. Le attività che richiedono una buona percezione della profondità risultano difficoltose o impossibili da eseguire. Inoltre, se l’occhio che “lavora” viene ferito o sviluppa problemi di vista, risulta difficile mantenere le normali attività.

In cosa consiste la correzione laser della vista?

Si tratta di una procedura chirurgica che utilizza un raggio freddo di luce per rimodellare delicatamente la cornea. Scopo della chirurgia laser dell’occhio è modificare la forma della cornea in modo da favorire una migliore messa a fuoco delle immagini sulla retina per avere una visione più nitida.

Cosa è la miopia?

Difetto di rifrazione dell’occhio per cui l’immagine si mette a fuoco in un punto anteriore alla retina, così gli oggetti appaiono sfuocati e più grandi del reale e si distinguono bene solo quelli molto vicini.
La miopia è una condizione comune che colpisce circa il 25 per cento delle persone. Si tratta di un disturbo dell’occhio di messa a fuoco, non è una malattia degli occhi.

Cosa è la presbiopia?

Disturbo legato all’età, dovuto alla diminuita elasticità del cristallino e caratterizzato da incapacità di mettere a fuoco gli oggetti vicini. Esistono diverse soluzioni per il trattamento della presbiopia e il vostro oculista potrà suggerire la soluzione migliore per voi.

Cosa è l’astigmatismo?

Il modo più semplice per capire l’astigmatismo è immaginare la cornea (superficie anteriore dell’occhio) con la forma del pallone da rugby invece di quella da calcio. Dato che la cornea agisce come una lente, la luce è piegata e messa a fuoco in modo diverso a seconda della parte della cornea colpita. Come risultato si ottiene una immagine sfocata che richiede una lente di forma più complessa per correggere la messa a fuoco.

L’intervento è sicuro?

La FDA (Food and Drug Administration statunitense) riconosceLa FDA (Food and Drug Administration statunitense) riconosce l’intervento laser, come dimostrato dalle migliaia di interventi effettuati, sicuro ed efficace. Sono state messe a punto molte misure di sicurezza per ridurre il rischio di errore. Anche se nessuno conosce il numero esatto di complicazioni, gli studi suggeriscono che l’incidenza di problemi minori, come secchezza degli occhi e riverbero notturno, varia dal 3 al 5 per cento. Non ci sono casi noti di cecità.
Anche se nessuno conosce il numero esatto di complicazioni, gli studi suggeriscono che l’incidenza di problemi minori, come secchezza degli occhi e riverbero notturno, varia dal 3 al 5 per cento. Non ci sono casi noti di cecità.

L’intervento laser può essere eseguito contemporaneamente su entrambi gli occhi?

La maggior parte dei chirurghi eseguono l’intervento laser su entrambi gli occhi in un’unica seduta.

L’intervento laser è doloroso?

La tecnica laser è indolore perché il chirurgo impiega un collirio anestetico prima dell’intervento. In seguito potrà prescrivere farmaci antidolorifici, se necessario. Molti pazienti, operati con la tecnica laser lamentano solo un leggero fastidio per un giorno o due dopo l’intervento chirurgico.

Quanto dura l’intervento laser?

Il trattamento laser richiede meno di un minuto, mentre l’intera procedura non supera i 15 minuti per occhio.

Come faccio a sapere se sono idoneo a un intervento laser per migliorare la vista?

Il suo oculista potrà aiutarla a decidere. Ecco alcune linee guida generali:

  • È necessario avere occhi in salute: in assenza di glaucoma, infezioni, cataratta, secchezza oculare grave o qualsiasi altra condizione che potrebbe influenzare la guarigione post-operatoria.
  • È necessario essere un adulto: 21 anni o più (con alcune eccezioni).
  • La vista deve essere stabile da almeno un anno prima dell’intervento chirurgico.
  • Se una è incinta o in allattamento, i livelli ormonali possono influenzare la forma del vostro occhio.
  • Non si può avere una malattia degenerativa o autoimmune, dal momento che ciò potrebbe influenzare la guarigione.

Cosa precede l’intervento all’occhio con la tecnica laser?

Il vostro oculista farà una visita oculistica approfondita per assicurarsi che i vostri occhi siano sani e che siate un candidato adatto per la correzione della vista con la tecnica laser. Verificherà l’assenza di glaucoma, cataratta e di altre condizioni che sconsigliano l’intervento.
Questa visita permetterà al chirurgo oculista di pianificare l’intervento chirurgico per ottenere i risultati migliori.

Cosa accade il giorno del trattamento laser?

La tecnica laser è una procedura day surgery, il che significa che si trascorrerà circa un’ora nello studio del chirurgo oculista e poi sarete dimessi. Dovrete farvi accompagnare da qualcuno perché non potrete guidare l’auto dopo l’intervento chirurgico perché la vostra vista sarà sfuocata.
Il chirurgo vi inviterà a sedervi su una sedia reclinabile, metterà alcune gocce di anestetico nell’occhio. Posizionerà la testa sotto il laser e inserirà uno speculum palpebra per tenere aperto l’occhio.
Il laser rimuove semplicemente lo strato esterno della cornea (epitelio), che cresce di nuovo dopo l’intervento chirurgico.

 

Cosa succede dopo?

Al termine dell’intervento vi sarà installato del collirio. Dopo un breve periodo potrete tornare a casa e riposare. Probabilmente noterete una visione più chiara che migliorerà con il passare delle settimane.

Quando posso tornare a guidare l’auto?

Si può iniziare a guidare l’auto appena si vede abbastanza bene, escluso il giorno dell’intervento.

Posso tornare a lavorare subito?

La maggior parte delle persone operate con la tecnica laser torna al lavoro il giorno successivo.

Quando posso tornare a truccarmi?

Può riprendere a truccarsi circa una settimana dopo l’intervento chirurgico. Tuttavia, si consiglia di gettare via i vecchi trucchi e acquistarne di nuovi per ridurre il rischio di infezione.

Ci sono effetti collaterali?

Alcune persone, dopo un intervento laser, sperimentano l’occhio secco, per il quale basta impiegare un collirio adatto. Altri possono sperimentare una serie di rigature o aloni intorno alle luci, soprattutto di notte. Di norma questo effetto diminuisce o scompare nel corso del tempo. In un piccolo numero di persone (meno dell’1 per cento), la loro visione peggiora piuttosto che migliorare.

A quante visite di controllo dovrò sottopormi dopo un intervento laser?

Dovrete tornare il giorno dopo, trascorsa una settimana e dopo un mese, infine dopo tre mesi. In ogni caso sarà il medico chirurgo a informarla se sono necessarie più visite.

Che cosa succede se il tempo passa e la mia vista non migliora?

In un piccolo numero di pazienti la vista migliora dopo l’intervento chirurgico, ma poi sperimenta un graduale peggioramento della vista. In questo caso, va consultato il proprio oculista per determinare la causa e valutare se è appropriato un nuovo trattamento.

Cosa è la cataratta?

È una malattia dell’occhio che comporta una progressiva perdita di trasparenza del cristallino, ovvero di quella lente che si trova all’interno del nostro occhio, dietro l’iride, che contribuisce a mettere a fuoco le immagini sulla retina. È una patologia legata all’età, ma in alcuni casi può essere già presente alla nascita (cataratta congenita) o presentarsi in epoca più precoce provocata da traumi o dall’uso di alcuni farmaci. L’unica terapia per ripristinare una buona visione è quella chirurgica.
Per conoscere meglio la cataratta leggi la scheda in formato .pdf

Come si cura la cataratta?

La tecnica più moderna per l’asportazione della cataratta consiste: prima nella aspirazione della parte centrale del cristallino con una sonda ad ultrasuoni e poi nella pulizia della porzione residua (corticale).
Alla fine viene impiantata una lente intraoculare (cristallino artificiale) che ha lo scopo di rimpiazzare la funzionalità biologica posseduta dal cristallino naturale.

Cosa è un cristallino artificiale?

Il livello di precisione raggiunto dagli strumenti a disposizione degli oculisti permette di misurare e registrare le caratteristiche anatomiche e funzionali di ogni occhio. Il chirurgo dispone quindi di una mappa completa che gli permette di pianificare un intervento personalizzato. In questo modo la scelta del cristallino da impiantare diventa una procedura refrattiva consentendo, in molti casi, di ridurre o eliminare l’uso degli occhiali bifocali o da lettura necessari dopo l’intervento. L’impianto di una lente monofocale corregge quasi completamente il difetto visivo storico del paziente, anche se dovrà continuare a portare gli occhiali da lettura.
Con l’impianto di lenti intraoculari toriche si riesce ad annullare quasi totalmente il difetto astigmatico. L’impianto di una lente multifocale o multifocale torica, se necessario, riesce a ridurre o ad eliminare completamente la necessità degli occhiali.

L’intervento per cataratta è sicuro?

La sostituzione del cristallino è uno degli interventi più sicuri. Ogni anno nel solo Regno Unito, si stimano 400.000 interventi di trattamento di sola cataratta e ben 10 milioni in tutto il mondo. Naturalmente, con un così alto numero di interventi si registrano segnalazioni di ogni possibile complicazione, ma i dati mostrano un tasso di complicazioni inferiore allo 0,5%,

In 10 anni il Dr. Ghinelli ha compiuto più di 10.000 interventi di cataratta senza alcuna grave complicazione.

L’intervento per cataratta è doloroso?

No. L’impiego combinato di un collirio anestetico con un blando sedativo, se necessario, rendono l’intervento di cataratta indolore.

 

Quando posso tornare al lavoro?

La maggior parte dei pazienti affetti da cataratta possono riprendere il loro lavoro e le attività quotidiane nel giro di pochi giorni dall’intervento chirurgico. Si consiglia però di non svolgere attività fisiche impegnative in fase di recupero precoce. È possibile lavare i capelli in qualsiasi momento, ma è importante evitare che l’acqua entri in contatto diretto con l’occhio operato per 1 settimana.

Quanto dura il periodo di recupero?

Il 98% dei pazienti può guidare l’auto già dal mattino del giorno dopo l’intervento. È possibile iniziare a leggere e guardare la TV immediatamente. La maggior parte dei pazienti riconoscere un deciso miglioramento visivo subito dopo l’intervento. La visione continua a migliorare per circa una settimana.

Quanto tempo passa tra la prima e la seconda operazione di cataratta?

In genere si preferisce attendere un mese per la seconda operazione per consentire al primo occhio di stabilirsi e garantire un buon risultato.

Quanto sono sicuri gli impianti delle lenti intraoculari?

Gli impianti sono molto sicuri. Lo sviluppo della lente intraoculare è stato il passo più importante della oftalmologia nel corso dell’ultimo secolo. Gli impianti utilizzati dopo il 1990 sono sicuri, affidabili ed efficaci.

La cataratta può tornare?

No. Una volta sostituita la lente naturale con una lente intraoculare, la cataratta non può tornare.
Intenzionalmente, lasciamo la capsula posteriore della lente naturale che si può opacizzare con il tempo. In questi casi la capsula posteriore del cristallino potrà essere rimossa con un intervento indolore laser chiamato YAG, in grado di praticare con estrema precisione delle piccolissime incisioni nei tessuti, senza necessità di utilizzare e introdurre all’interno dell’occhio alcun strumento chirurgico. Il raggio laser viene indirizzato sulla superficie posteriore della capsula opacizzata per creare sulla sua superficie una piccolissima apertura, in questo modo si libera l’asse ottico ripristinando una visione chiara e nitida.

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